Generative Strategy for Brands that Think

Silvia Ciampa – CMO @KPI6

Siamo tutti stanchi del marketing.

Del “target”, del “tone of voice”, dei “buyer personas con problemi esistenziali”.
Qui non si fanno campagne: si fanno contraddizioni che respirano.
Non cerchiamo clienti: cerchiamo complici e non vendiamo un prodotto: ci innamoriamo di un’idea e la mettiamo nei guai.

“Il consumatore al centro”? No, grazie.

È affollato lì, metto al centro le crepe, le imperfezioni, le incoerenze, quelle che ti fanno sembrare umano in mezzo ai brand clonati da Midjourney, quelle che diventano la tua differenza.

La strategia è sopravvalutata.

Sai cosa manca nel marketing moderno?
Il caos intelligente.
Quel momento in cui rompi una regola e scopri che funziona. Non ci serve un funnel, ci serve una caduta controllata. Lo chiamiamo metodo? No.
Lo chiamiamo istinto addestrato ai dati.

I dati non sono freddi

Sono la parte più erotica del pensiero.
Raccontano chi siamo prima ancora di accorgercene.
Li ascolto come si ascolta un vinile: con rispetto, ma anche con una certa voglia di remixarli.
Lavoro tra numeri che danzano e storie che mordono.

Storytelling? No, grazie.

Story-kicking, con un calcio ai cliché, le frasi perfette, le narrazioni che suonano bene ma non dicono nulla.
Mi piace raccontare il brand come se fosse un personaggio da romanzo: bello, fragile, vivo, e pienamente inutile alla pubblicità tradizionale. Per questo funziona.


l branding non è un logo. È una crisi di identità ben gestita.
È la domanda che torna ogni mattina: “Perché diavolo esistiamo?”
Se non hai ancora la risposta, stai tranquillo: amo i brand coraggiosi che non hanno ancora deciso chi vogliono essere, (sono quelli che cambiano il mondo).

Non ho una formula, ma ho una domanda:
Che storia racconteresti se non dovessi piacere a nessuno?
Ecco. Partiamo da lì.

Mi chiamo Silvia e guido la comunicazione in KPI6 e di tutti i prodotti tecnologici che stiamo sviluppando, ogni progetto è un’ esplorazione del futuro. Creo campagne che uniscono intuizione e intelligenza artificiale, perché credo che la tecnologia sia una forma d’arte quando racconta bene le persone.
Sono innamorata del mondo TED e della sua promessa semplice e radicale: un’idea può cambiare tutto.

Cookie: Chief Happiness Officer

Lui è Cookie, e sì, il nome è un bug del destino.
Dorme durante le call, ringhia ai “KPI” e crasha ogni volta che sente la parola “engagement”.
In un universo di AI che generano contenuti in 0,2 secondi, lui ci ricorda il valore del lag creativo:
quel tempo morto in cui nascono le idee vive.
Nel dubbio, abbaia al prompt.